Pesci e fucili

Titolo: Pesci e fucili

Sottotitolo: Caccia subacquea

Autore: Roghi Gianni

Casa editrice:  Sperling e Kuffer (Milano)

Collana: Sportiva n. 29

Anno di pubblicazione: 1952

Pagine: 203

Formato: 16,0 x 23,0

Prezzo di copertina: lire 900

Argomento: Apnea / Caccia subacquea

Il libro: “Scrivere un libro sulla caccia subacquea e’ cosa ne’ semplice ne’ facile; l’argomento e’ vastissimo, e sommerge di per se la possibilita’ di essere racchiuso tutto in un volume, ed e’ inoltre tanto vario e tanto complesso che richiede di continuo una vigilatissima attenzione, sorretta da esperienza di anni, la quale tuttavia non puo’ essere giunta a vedere in ogni pagina dello sconcertante volume della natura marina, a capire e ad interpretare ogni aspetto e ogni battito di vita del mondo straordinario in cui ci si e’ avventurati “.

Indice: Prefazione – Prefazione alla seconda edizione – Il pesce – Gli attrezzi del cacciatore – Come nuota il cacciatore – La caccia – Questi i principali pesci delle nostre coste, questa la loro caccia – Zone di caccia – Zibaldino subacqueo – Indice delle località marittime citate nel testo – Indice dei principali animali marini citati nel testo.



E’ la seconda edizione del libro “Caccia subacquea”, titolo che rimane ma si trasforma in occhiello per lasciar spazio al nuovo “Pesci e fucili”.
La collana della Sperling & Kupfer, diretta ancora da Bruno Roghi, ora si definisce semplicemente “ sportiva”, con questo testo: “Storia, tecnica e agonistica dello sport in una serie di volumi che, affidati alla compilazione dei più noti esperti della materia, trattano separatamentee le singole discipline sportive e compendiano un’opera completa e omogenea che l’atleta deve studiare, il dirigente conoscere e l’appassionato leggere”.
1952 Sperling & Kupfer- Editori, Milano – 208 pagine. Lire 900

Prefazione alla seconda edizione:

Il volumetto della prima edizione, nato tre anni fa, era stato scritto più per piacevolmente distrarre le mie ore di lavoro e, allora, di studio universitario, che non per costituire un “testo” della letteratura subacquea italiana.
Questa edizione seconda mi è stata invece suggerita da alcuni diversi argomenti. Anzitutto per la rapidità con cui il primo volume fu esaurito, che mi fece considerare con quanto impensato crescente ritmo la nostra attività subacquea creasse proseliti e nuovi entusiasti.   In secondo luogo per la quantità di lettere che decine e decine mi giunsero da parte di gentili lettori, avidi ancora di notizie, di consigli, di delucidazioni d’ogni genere, lettere che da un lato con lusinghieri giudizi mi manifestavano quanto il libretto, pur nella sua povertà, fosse stato gradito dai già esperti, e che dall’altro mi rivelavano quante persone esso da solo avesse….spinto sotto il mare.
In terzo luogo per la sincera sorpresa che, a tre anni di distanza, nessuno in Italia abbia voluto, anche potendolo, aggiungere al mio primo passo, in merito a simili pubblicazioni, un secondo più valido. In quarto, ma non ultimo, per la coscienza di quanto la prima edizione fosse ormai superata da più vaste conoscenze ed esperienze, incompleta ed inferiore alle esigenze maggiori.
Così, dunque, questa edizione viene a presentarsi del tutto corretta, aggiornata, collaudata, e infine largamente aumentata in quasi ogni sua parte e argomento. Sostanzialmente rifatta, insomma.
Ho voluto, tuttavia, anche per ragioni editoriali, mantenerla fedele a se stessa e alla Collana nella quale prende posto. In questo volume si parla pressocchè esclusivamente della caccia mediterranea e del nostro mare: è un vademecum del pescatore subacqueo italiano, il quale se vorrà informarsi su altre zone o su pesci esotici non avrà oggi difficoltà, grazie alle varie pubblicazioni straniere facilmente reperibili, di apprendere quanto gli interessi.
Ho dovuto altresì attenermi all’essenziale, sia per le ragioni editoriali suddette che per un principio di misura: oggi l’attività subacquea sconfina nell’immenso e diverso campo scientifico e in quello agonistico, in quello archeologico e in quello militare, in quello fotografico e cinematografico e industriale e artistico e addirittura alimentare.
Scrivere, o solo accennare, di tutto, è impresa da enciclopedia, ed a mio avviso oggi ancora intempestiva.
Qui si parla soltanto della caccia in sé, del pesce, dei nostri fondali, e del cacciatore dilettante, con quanto vi è di bello nell’etimologia di questa parola. E ce ne sarebbe a sufficienza per colmare un trattato di mille e mille pagine…..

Una citazione:
“Chi non sa distinguere una lucertola da un ramarro, un passero da una beccaccia, uno scarafaggio da un millepiedi? Tutti ci arrivano; ma chi sa distinguere un sargo da una ombrina, per non dire una sogliola da un rombo? Ben pochi a confronto, in verità.
Questo piccolo, empirico paragone, ci basta a dimostrare quanto ancora a tutt’oggi la conoscenza comune sul Pesce sia a un livello bassissimo. Ma non solo la conoscenza comune, chè anche la scienza ittiologica si trova, al cospetto di scienze riguardanti altri esseri viventi, quali ad esempio rettili ed insetti, in uno stato di considerevole inferiorità.
Pensate infatti quanto si conosce della vita, dei costumi delle api, delle formiche, e fate il parallelo con quanto si sa della vita, poniamo, del dentice.”
dal I° Capitolo – Il Pesce 


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