Uomini e pesci 1971

Nel novembre del 1971, quattro anni dopo la morte di Gianni Roghi, la Sperling & Kupfer pubblicò una nuova edizione del libro “Uomini e pesci”, in un formato king size e con molte foto a colori. La prefazione portava la firma di Giorgio Fattori. L’edizione era illustrata con foto di Giorgio Barletta, Giancarlo Annunziata, Roberto Dei, Paolo Donnini e Tullio Mondi e disegni in b/n di Anna Pighini ved. Roghi. Art director: Giancarlo Sironi.
Di questa ristampa ne sono state fatte anche 300 copie numerate a cura del “Gruppo Amici Gianni Roghi”, promotore della nuova sezione “L’Uomo e il Mare” presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica. (vedi frontespizio numerato e firmato dal presidente Attilio Riva sulla destra).Purtroppo la sezione del Museo, che doveva esser dedicata a Gianni Roghi, non è mai stata realizzata.
1971, Sperling & Kupfer editori; 220 pagine; prezzo: lire 8.000

Dal risvolto di copertina:

“Il mare mi piace perchè è grande….” così rispondeva Gianni Roghi ad una giornalista che gli chiedeva l’origine ed i motivi della sua passione di sportivo e dei suoi interessi di studioso del mare. La candida e spontanea risposta data alla collega spiega, meglio di qualsiasi dotta analisi psicologica, qual era la natura profonda del legame emotivo e genuinamente irrazionale che univa al mare quest’uomo le cui origini erano saldamente legate alla terraferma.
Dall’entroterra veneto provenivano, infatti, i suoi ed egli stesso probabilmente avrà visto il mare per la prima volta quando da ragazzo andava a villeggiare, con la famiglia, in Liguria. Fu, quindi, una vocazione precoce, quella di Gianni Roghi per il mare, non certo l’improvviso riaffiorare di ancestrali legami intrisi di salsedine e di avventurose storie di antenati in giro per gli Oceani su sgangherate “carrette”; ma fu anche una vocazione tenace che, con il giornalismo e l’amore per l’attività sportiva in genere, ispirò e guidò la sua breve e intensa vita.
Ed al mare, all’oggetto dei suoi studi e dei suoi interessi di viaggiatore, di giornalista e di sportivo, Gianni Roghi dedicò questo libro perchè l’Uomo riacquistasse confidenza nel mare attraverso lo sviluppo ed il riaffioramento di quella “qualità” umana che egli stesso, con felice neologismo, definì “acquaticità”. Già un classico sull’argomento, Uomini e Pesci non è soltanto un manuale specializzato, ma anche, come scrive Giorgio Fattori nella prefazione, “una stimolante inchiesta scientifico-sportiva”.
“Roghi”, prosegue Fattori, “non era un fanatico massacratore di pesci o un collezionista di inutili primati. Cercava anzitutto di capire le creature del mare con un’attenta curiosità culturale che gli ha permesso di scrivere questo libro dove, per la prima volta, l’antagonista-pesce viene studiato e descritto, con felice intuizione secondo i metodi della moderna scienza sul comportamento animale.
Come tutti i subacquei sanno, almeno per approssimazione, i pesci non si somigliano e ogni specie obbedisce a regole di territorio, di lotta, di gruppo. Anche fra abitanti marini della stessa specie, la “psicologia” muta con le diverse situazioni d’ambiente e di vita.
I consigli di Roghi non sono soltanto preziosi per trafiggere al volo un dentice o giostrare con una murena, ma le sue appassionanti osservazioni sulla vita segreta del mare invogliano a fare dell’esplorazione fra gli scogli davanti alla spiaggia di casa un’occasione eccezionale di conoscenza della natura”. Roghi, infatti, sapeva che l’Uomo derivava dal mare ed aveva capito che nel mare sarebbe stato gran parte del futuro dell’umanità.

Dalla Prefazione:

“Non succede spesso che un campione sappia insegnare i suoi segreti. Quando si trasforma in istruttore riesce a dare di solito regole tecniche e di comportamento atletico, ma non la chiave essenziale per ripetere i suoi risultati: cioè la passione autentica per lo sport, passione di conoscenza, di conquista e avventura. Gianni Roghi, pioniere della caccia subacquea ma anche eccellente giornalista e scrittore, è una delle eccezioni e lo dimostra con questo libro, guida facile e affascinante nel misterioso mondo dei pesci.
Pubblicato per la prima volta nel 1955, “Uomini e Pesci” è un manuale specializzato e nello stesso tempo una stimolante inchiesta scientifico-sportiva che ha aiutato una intera generazione di subacquei. Già un classico sul tema, benchè Roghi sia stato un maestro molto giovane. Ma a trent’anni era un veterano dei fondali marini per aver fatto il tirocinio di subacqueo nel dopoguerra, quando a questo sport si dedicavano pochissimi. Approfondì l’esperienza in gare internazionali, spedizioni scientifiche dalle coste italiane al mar Rosso, importanti esplorazioni di archeologia e biologia marina.
I suoi compagni sono stati atleti famosi, illustri naturalisti, cacciatori di tesori marini e di squali, e tutti lo hanno ammirato come un protagonista di questa nuova conquista dell’uomo che con azzeccato neologismo chiama “acquaticità”.
Roghi non era un fanatico massacratore di pesci e collezionista di primati inutili. Cercava anzitutto di capire le creature del mare con un’attenta curiosità culturale che gli ha permesso di scrivere questo libro dove, per la prima volta, l’antagonista-pesce viene studiato e descritto, con felice intuizione, secondo i metodi della moderna scienza sul comportamento animale.
Come tutti i subacquei sanno almeno per approssimazione, i pesci non si somigliano e ogni specie obbedisce a regole di territorio, di lotta, di gruppo. Anche fra abitanti marini della stessa specie, la “psicologia” muta con le diverse situazioni d’ambiente e di vita. I consigli di Roghi non sono soltanto preziosi per trafiggere al volo un dentice o giostrare con una murena, ma le sue appassionanti osservazioni sulla vita segreta del mare invogliano a fare dell’esplorazione fra gli scogli davanti alla spiaggia di casa, un’occasione eccezionale di conoscenza della natura.
Un altro pregio del libro è la semplicità. Roghi è stato campione in molti sport, dall’alpinismo allo sci, e dei veri campioni ha la modestia dei suoi limiti. Racconta le cose come stanno. La recente letteratura subacquea è fitta di epiche sfide con cernie colossali, di scontri eroici con squali mangiatori di uomini. Roghi che più spesso di tanti altri si è trovato davanti alla maschera di “sub” il muso inquietante di mostri o di giganti del mare, ridimensiona alcune leggende. L’uomo è un intruso nel mondo marino e deve imparare a comportarsi nell’acqua senza complessi di superiorità e nemmeno mitologiche paure. Leggendo le precise e divertenti descrizioni dei “suoi” pesci, dispettosi, pettegoli, timidi, bellicosi, stravaganti, si comincia ad entrare in confidenza con le future prede del fucile subacqueo. Ed è proprio quello che Roghi vuole insegnare: a essere abili cacciatori, ma senza rischi superflui e nel rispetto della natura, troppo spesso violentata e impoverita dall’uomo.
Questa nuova edizione, aggiornata dal dottor Giorgio Barletta, nel capitolo delle attrezzature subacquee, esce postuma. Gianni Roghi è morto quattro anni fa, in una savana dell’Africa Centrale, ucciso da un elefante. Anche quel giorno andava a caccia per studiare gli animali, ma non per il gusto cieco di sterminarli. La morte fu come un tradimento verso un uomo che aveva amato profondamente la libera vita della natura e aveva contribuito all’esplorazione di un mondo che la cultura tecnologica sembrava avere dimenticato. Roghi aveva allora quarant’anni e alle spalle straordinarie esperienze di sportivo, di studioso, di scrittore, ma soprattutto di uomo che aveva affrontato ogni cosa con meraviglioso slancio vitale. La sua voce ci arriva da lontano, amichevole e lieta, attraverso le pagine di questo libro giovanile che gli apprendisti subacquei e anche gli esperti leggeranno con gratitudine e, in qualche pagina forse, con emozione.”